Pensare Profighting...

In questa area, in queste poche righe, sarebbe difficile se non impossibile descrivere nel dettaglio quel filo conduttore che ha reso così unite tante persone, che ha reso così famosa quell’aquila e quelle stelle in cerchio, per cui cercheremo di descrivere i punti fondamentali di un pensiero nel quale si identificano centinaia di maestri, atleti, allenatori, arbitri e addetti ai lavori del settore atri marziali a contatto pieno.

Dunque… quando anni fa venne a mancare il nostro Federico Marchini nel mondo degli sport da combattimento si creò un grande vuoto, vuoto che sembrava non potesse essere mai colmato. In poco tempo però tutti coloro che erano stati a stretto contatto con Federico capirono che avevano ricevuto una grande eredità ovvero la pensavano allo stesso modo!!! Un pensiero comune quindi, un pensiero che nel settore delle arti marziali per la prima volta coinvolgeva tanta gente.

Questo pensiero partiva dalla base, dal modo di insegnare nelle palestre ovvero in modo onesto, insegnando le cose giuste, senza creare falsi campioni, insegnando ai ragazzi che per raggiungere dei piccoli risultati occorre fatica, sudore, sacrificio, visto che per troppi anni abbiamo visto nascere come funghi falsi campioni del mondo. Il “pensiero profighting” (così lo chiameremo) toccava poi un’esigenza comune che era quella di creare delle riunioni o dei galà di Thai Boxe e Kickboxing modeste ma quantomeno corrette, insomma senza entrare troppo nei dettagli l’esigenza di onestà e correttezza tra palestre, maestri, atleti ecc. era molto sentita.

Il “pensiero profighting” cominciò così a nascere da qualche telefonata tra un piccolo gruppo di persone che dopo essersi riconosciuti nei modi di portare avanti il proprio lavoro in palestra si riunirono la prima volta a Bologna sotto la supervisione del maestro Mario Zanotti ex atleta della profighting rimini.

Da principio erano solo quelli che avevano condiviso un pezzo della loro esistenza con Federico Marchini, ma poi anno dopo anno sempre più persone prendevano parte a queste riunioni e si associavano, si riconoscevano nel pensiero della profighting. A distanza di circa 10 anni sono così insorte tantissime palestre dislocate in tutto il territorio nazionale che hanno cambiato (onorevolmente) il loro nome con quello di Pro-Fighting seguito dal nome della propria città, lo hanno fatto di loro spontanea volontà, così come tante nuove palestre e associazioni sportive hanno chiesto ai pionieri del gruppo profighting di potersi fregiare del loro nome in memoria di Federico Marchini ma anche e perché condividevano in tutto e per tutto il modo di essere di questo gruppo.

A oggi le palestre che in tutto il territorio portano il nome di profighting sono circa cinquanta ed ogni anno se ne aggiungono sempre di più. Questo fa si che il nome Pro Fighting sia oggi in italia un sinonimo di serietà correttezza ed onore per chi si avvicina al mondo degli sport da combattimento, si può tranquillamente dire che ormai una palestra col nome di Pro Fighting rappresenta una solida garanzia, e tutti noi che ne facciamo parte siamo orgogliosi di aver portato avanti il pensiero di colui che tanto tempo fa immaginò un grande gruppo di palestre amiche.

Tutti coloro che appartengono al gruppo e/o si chiamano Pro-Fighting sono tenuti a comportarsi in un modo degno di questo nome, non solo nel rispetto del compianto Federico ma anche perché essere pro-fighting non è affatto un diritto……ma è un onore!!!

Per questo motivo Mario Zanotti (PF Bologna) Roberto Agostinetto (PF Jesolo) e Andrea Brigliadori (PF Bellaria) hanno recentemente registrato il marchio (quì a fianco) della profighting ovvero l’aquila con le stelle in cerchio, potendo così impedire a quei gruppi che non la pensano come noi di portare questo amato nome.

 


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